Friday, February 18, 2005

C'era una volta un diario, I (aka CARO DIARIO, ep.I)

e così, dopo un giorno di pausa dovuto a problemi tecnici (leggasi lavoro, purtroppo) rieccoci a chiacchierare a distanza

o meglio, è un po' un monologo fino a che non postate dei commenti. ma è colpa mia visto che fino ad oggi non vi avevo segnalato questo blog e non potevo certo pretendere da voi le mie stesse capacità divinatorie...

e quindi, per tutti i curiosi, apriamo questa specie di vaso di pandora che è ormai divenuto il diario del sottoscritto in questa prima settimana in Pennsylvania...

...cercando di recuperare i giorni perduti (così poi posso cominciare a parlare a ruota libera come piace a me ed a divagare)!

quindi tenetevi forte (e qui qualcuno faccia squillare delle trombe vi prego) e preparatevi ad immergervi nel passato, più precisamente tornate con la mente al

02 - 10 - 2005

ore 14.00

Ok, è fatta. Non si può più tornare indietro (o meglio, tecnicamente fino a che non decolla l'aereo potrei sempre scappare... ma mi sa che non lo farò proprio!)

Comunque il treno è partito ed il golfo di Trieste è ormai lontano dietro a me...

Nonostante l'assemblea sono riuscito a salutare un po' tutti coloro che dovevo (menzione d'onore per una certa persona che s'è alzata prima dei suoi standard abituali ed ha fatto una corsa in sissa per incrociarmi, rinunciando addirittura ad un appuntamento fondamentale con la S.E.) e mi spiace solo per aver mancato il Subcomandante (con cui tanto mi sentirò via mail... nulla di irreparabile) ed il Mazzu (ATTENTO alla mia macchinina!!!)

Scioperi e coincidenze permettendo dovrei raggiungere Roma verso le 20.30... speriamo vada tutto bene...

Per ora l'inizio non è dei più promettenti visto che sono seduto nello spazio tra i due scompartimenti, con la sola compagnia del Mostro, ossia l'enorme e tentacolare valigia da 23kg che mi segue fedelmente (e mi impedisce di entrare negli scompartimenti... come ce la faccio passare secondo voi nello stretto corridoio tra i sedili?) Se tutto va bene da Bologna sull'eurostar dovrei riuscire a sbatterla in uno dei portabagagli più capienti e sedermi comodamente... speriamo...

ore 19.20

Con soli 20 minuti di ritardo lasciamo Firenze.

Questo contrattempo ha però permesso ad una ragazza di una bellezza abbagliante di salire e sedersi all'altro capo dello scompartimento...

Mi sento quasi intimidito da tanta bellezza e da una manciata di minuti cerco di capire se, come penso, la persona che chiamava amore al cellulare era solo una scusa per evitare di attirare attenzioni indesiderate o se davvero una simile dea può donare il suo cuore a qualche essere di questa terra...

Sono in estasi!

Chi le si avvicinerà per primo tra me e lo stormo di napoletani (raccolti nelle varie stazioni con la promessa -rivelatasi fasulla, a quanto pare- che il treno non si sarebbe fermato a Roma per lo sciopero...) che staziona nel corridoio della carrozza?

Oh no, è tardi. Ha già ricominciato a parlare al telefono... Occasione perduta...

Vabbé... Roma arrivo!

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