Dunque, dopo aver superato indenne una domenica di neve quasi ininterrotta (ieri sera tutta State College era bianca... se mi attivano il portatile carico una foto che ho fatto...) ed un lunedi di lavoro intenso, rieccomi qui per mantenere la promessa di finire il racconto del viaggio.
Per ora nessuno si è lamentato della mia lentezza nel raccontare, ma per prevenire eventuali critiche faccio notare che:
- Abbiamo ancora 7 settimane davanti, prima che io torni in Italia, quindi di tempo ce ne è a bizzeffe (ancor più per chi mi legge dalla provincia bresciana dove tornerò solo attorno al 25 aprile... per portare poi con me amiche varie a Trieste...)
- Dopo i primi giorni tutto scorre via più veloce visto che di fatti memorabili non ne sono ancora successi troppi...
Comunque devo mantenere fede al titolo di questo messaggio, quindi riapriamo il diario e torniamo (per l'ultima volta, forse) al
02 - 11 -05
Ambientazione: Aeroporto di Philadelphia
Contrariamente alle attese non c'è Kaori ad aspettarci all'arrivo...
Ehm... Falsa partenza con battutaccia da dimenticare...
Facciamo finta di niente, tanto l'avranno capita solo in due (e mi spiace per loro perché significa che il mio non-sense of humor ha fatto delle vittime innocenti...)
Dicevamo:
02 - 11 -05
Ambientazione: Aeroporto di Philadelphia
In aeroporto nulla lascia presagire che i nostri piedi stiano poggiando su un continente differente.
Solo, sulle strade in lontananza, si vedono sfrecciare quantità insolite di pick-up, jeep e berline (ma ci torneremo sopra più avanti se avrete la pazienza di continuare a seguirmi...)
Passiamo senza troppi problemi la dogana in ingresso (anche se ci metto quasi 30 imbarazzanti e imbarazzati secondi a capire che il «due mesi a state college... mh... cerca di studiare tanto...» con cui mi saluta il ragazzo di guardia dopo aver dato una letta alla mia dichiarazione è solo una battuta... neanche gli avessi detto che sto andando a Las Vegas...) e poi eccoci pronti ad affrontare il paio d'ore di cambio che ci attendono!
Breve descrizione dell'aeroporto di Philadelphia: è una specie di stella marina con sei bracci (anche se quasi tutti puntano nella stessa direzione... forse è piu' un candeliere?). Noi siamo sbarcati al braccio 1 ed ovviamente il volo della US Air Express parte al 6...
Ma siamo pronti: il video di addestramento in aereo ci ha istruiti su cosa fare in questa situazione di emergenza :)
Attraversiamo buona parte dell'aeroporto a piedi, quindi prendiamo il bus navetta et voilà, in un attimo siamo all'estremo opposto dell'edificio... pronti per il nuovo check-in!
Chiaramente, vista la nostra fortuna, Coffe-man ha problemi con il controllo... ma non per il caffé che porta in valigia ed a cui deve il nome (caffé che potrebbe/dovrebbe depistare il fiuto dei cani dal vero contenuto del pacchetto, ossia... caffé!) bensì per le scarpe con parti metalliche che fanno impazzire i metal detector...
Sapete cosa consiglierebbe il vecchio Jack Burton, dal suo Pork Chop Express, in queste situazioni?
Beh, Jack Burton ti guarderebbe dritto negli occhi e ti direbbe: «Ehi amico, la prossima volta metti delle scarpe da ginnastica!»
Ed è esattamente quello che consiglio a coffee-man anche se, a giudicare da quanto s'è rotto le palle per il tempo perso, c'è sicuramente arrivato da solo... anche perché già a Roma gli avevano fatto aprire il portatile per controllare non fosse esplosivo...
Al ritorno terremo un profilo più discreto...
Passate un paio d'orette a sonnecchiare (in realtà il viaggio non ci ha ancora distrutto del tutto, ma stare fermi in aeroporto a leggiucchiare e non fare nulla non è l'attività più eccitante del mondo...), siamo pronti per il re-imbarco e...
Sorpresa! L'aereo questa volta è parecchio più piccolo (addirittura ci chiedono di non portare a bordo tutti i bagagli a mano, ma di lasciare che alcuni vengano messi con il resto delle valigie - ed è la fine dei bagagli miei e di coffee-man, nonostante contengano i portatili...) ed il pilota è parecchio più sportivo in fase di decollo di quanto avessi mai avuto il piacere di provare...
Una volta seduto (il mio posto è ovviamente in coda, giusto per assaporare meglio le manovre) mi rendo conto che per la seconda volta (dopo il volo da Roma) ho dimenticato di dare un buffetto all'aereo prima di salirvi, ossia il mio usuale rito scaramantico aeronautico... e questa volta me ne sono accorto addirittura prima che il volo sia terminato!!!!
Aaaah crisi di panico!!!!
Come farà l'aereo ad arrivare sano e salvo a destinazione, ora che ho mancato il mio rituale???
Per fortuna a distrarmi dall'angoscia c'è il mio vicino di posto, uno studentello armato di men's health versione USA, impegnato a leggere un essenziale articolo sulla top 10 guy film, ossia i migliori dieci film dell'anno per ragazzi ok, che io mi impegno a sbirciare il più possibile... "e basta con i soliti film da ragazzine!" recita l'articolo, anche se poi ha il coraggio di consigliare una boiata pazzesca come
Mean Girls...
D'altra parte da una rivista che nella versione italiana (o era Fox Uomo? vabbe' la sostanza non cambia) dedica interi servizi al punto L (l'equivalente virile del tanto decantato punto G), non posso aspettarmi recensioni profonde alla Tullio Kezich...
...
Le impegnative letture mi fanno se non altro gradevolmente trascorrere l'oretta di volo, fino a quando...
TA-DAN!
...giungiamo a State College!!
E alfin tornai a respirare aria vera!
Dopo la giornata a base di aria condizionata/riciclata di aerei e aeroporti, mi ci voleva proprio!!!
Evviva!
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